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	<title>Riuso delle acque &#8211; Enkidec</title>
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	<description>Environmental Consulting</description>
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		<title>Riuso delle acque reflue: cosa cambia con il nuovo DPR</title>
		<link>https://www.enkidec.com/riuso-delle-acque-reflue-cosa-cambia-con-il-nuovo-dpr/</link>
				<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 10:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enkidec]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riuso delle acque]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il 12 ottobre 2026 il Consiglio di Stato ha dato parere favorevole allo schema di DPR sul riutilizzo delle acque reflue affinate. Il testo sostituirà il DM 185/2003, passa dalle tabelle di limiti alla valutazione del rischio e apre una cornice nazionale anche per gli usi industriali. Il contesto: vent&#8217;anni di DM 185/2003 In Italia</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p data-ck-s="1190" data-ck-e="1490">Il 12 ottobre 2026 il Consiglio di Stato ha dato parere favorevole allo schema di DPR sul riutilizzo delle acque reflue affinate. Il testo sostituirà il DM 185/2003, passa dalle tabelle di limiti alla valutazione del rischio e apre una cornice nazionale anche per gli usi industriali.</p>
<h2 id="user-content-il-contesto-ventanni-di-dm-1852003" class="epitaxy-document-heading" dir="auto" data-ck-s="1492" data-ck-e="1532">Il contesto: vent&#8217;anni di DM 185/2003</h2>
<p data-ck-s="1534" data-ck-e="1748">In Italia il riuso delle acque reflue è regolato ancora oggi dal DM 185/2003. È un impianto rigido: fissa limiti di qualità uguali per tutti, a prescindere dall&#8217;uso dell&#8217;acqua e dal contesto in cui viene impiegata.</p>
<p data-ck-s="1750" data-ck-e="1981">Nel frattempo l&#8217;Europa ha cambiato approccio. Il Regolamento (UE) 2020/741, in vigore dal 26 giugno 2023, stabilisce prescrizioni minime per il riutilizzo in irrigazione agricola e si fonda sulla gestione del rischio caso per caso.</p>
<p data-ck-s="1983" data-ck-e="2264">Il nuovo DPR del Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza energetica allinea l&#8217;Italia a questa logica. Il testo è stato annunciato a luglio 2025, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri a novembre 2025 e ha ora ricevuto il parere favorevole del Consiglio di Stato.</p>
<h2 id="user-content-a-che-punto-è-liter" class="epitaxy-document-heading" dir="auto" data-ck-s="2266" data-ck-e="2289">A che punto è l&#8217;iter</h2>
<p data-ck-s="2291" data-ck-e="2347">Il decreto non è ancora in vigore. Mancano tre passaggi:</p>
<ol>
<li data-ck-s="2349" data-ck-e="2402">la verifica della Ragioneria generale dello Stato;</li>
<li data-ck-s="2403" data-ck-e="2479">il concerto dei ministeri della Salute, dell&#8217;Agricoltura e delle Imprese;</li>
<li data-ck-s="2480" data-ck-e="2586">l&#8217;approvazione definitiva in Consiglio dei ministri, seguita dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.</li>
</ol>
<p data-ck-s="2588" data-ck-e="2631">Il quadro di fondo, però, è ormai definito.</p>
<h2 id="user-content-le-novità-principali" class="epitaxy-document-heading" dir="auto" data-ck-s="2633" data-ck-e="2656">Le novità principali</h2>
<h3 id="user-content-1-dalla-tabella-alla-valutazione-del-rischio" class="epitaxy-document-heading" dir="auto" data-ck-s="2658" data-ck-e="2707">1. Dalla tabella alla valutazione del rischio</h3>
<p data-ck-s="2709" data-ck-e="3043">La qualità richiesta all&#8217;acqua affinata non sarà più una soglia unica. Dipenderà dall&#8217;uso previsto, dal contesto e dalle barriere di trattamento e controllo lungo la filiera. Lo strumento centrale è il piano di gestione dei rischi: identifica i pericoli, definisce le barriere, il monitoraggio e le responsabilità di ciascun soggetto.</p>
<p data-ck-s="3045" data-ck-e="3206">Il sistema diventa più flessibile, perché adatta i requisiti all&#8217;uso reale. Diventa anche più esigente, perché la conformità va dimostrata e non solo verificata.</p>
<h3 id="user-content-2-non-solo-agricoltura" class="epitaxy-document-heading" dir="auto" data-ck-s="3208" data-ck-e="3235">2. Non solo agricoltura</h3>
<p data-ck-s="3237" data-ck-e="3551">Il Regolamento europeo riguarda solo l&#8217;irrigazione agricola. Il DPR permette all&#8217;Italia di disciplinare anche gli usi industriali, civili e ambientali. Per il riuso delle acque in ambito industriale, per esempio per raffreddamento, lavaggi o processo, nasce così una cornice nazionale più chiara di quella attuale.</p>
<h3 id="user-content-3-reti-di-distribuzione-incluse" class="epitaxy-document-heading" dir="auto" data-ck-s="3553" data-ck-e="3589">3. Reti di distribuzione incluse</h3>
<p data-ck-s="3591" data-ck-e="3913">Le Regioni avevano chiesto di escludere dal decreto i canali irrigui a cielo aperto. Il Ministero si è opposto, ritenendo l&#8217;esclusione incompatibile con il diritto europeo, e il Consiglio di Stato gli ha dato ragione. Le reti di distribuzione rientrano quindi nel perimetro delle regole, insieme a monitoraggi e controlli.</p>
<h3 id="user-content-4-ruoli-e-costi-da-definire-per-contratto" class="epitaxy-document-heading" dir="auto" data-ck-s="3915" data-ck-e="3961">4. Ruoli e costi da definire per contratto</h3>
<p data-ck-s="3963" data-ck-e="4174">Includere le reti significa ridefinire chi gestisce, chi controlla e chi paga, dal depuratore all&#8217;utilizzatore finale. I consorzi di bonifica hanno segnalato il rischio di nuovi oneri operativi e amministrativi.</p>
<p data-ck-s="4176" data-ck-e="4547">Per questo il Consiglio di Stato suggerisce che Ministero e ARERA predispongano schemi di convenzione e contratti di programma tra Regioni, gestori del servizio idrico e gestori della distribuzione. Tra le fonti di finanziamento indicate ci sono la tariffa, i fondi europei e nazionali, tra cui 60 milioni di euro per il 2025-2027 dai proventi delle aste ETS, e i canoni.</p>
<h2 id="user-content-i-numeri-del-riuso-in-italia" class="epitaxy-document-heading" dir="auto" data-ck-s="4549" data-ck-e="4580">I numeri del riuso in Italia</h2>
<p data-ck-s="4582" data-ck-e="4840">Il margine di crescita è ampio. Secondo ARERA, oggi viene riutilizzato circa il 4% delle acque reflue depurate, contro un potenziale stimato intorno al 17%. Secondo Utilitalia, anche tra le acque già affinate solo la metà circa trova un effettivo riutilizzo.</p>
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<div class="epitaxy-table-scroll rounded border [&amp;&gt;table]:rounded-none [&amp;&gt;table]:border-0">
<table class="[&amp;_td]:min-w-24 [&amp;_th]:min-w-24">
<thead>
<tr>
<th scope="col" data-short="" data-ck-s="4842" data-ck-e="4855">Indicatore</th>
<th scope="col" data-short="" data-ck-s="4855" data-ck-e="4864">Valore</th>
<th scope="col" data-short="" data-ck-s="4864" data-ck-e="4873">Fonte</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td data-ck-s="4894" data-ck-e="4936">Acque reflue depurate oggi riutilizzate</td>
<td data-short="" data-ck-s="4936" data-ck-e="4947">circa 4%</td>
<td data-short="" data-ck-s="4947" data-ck-e="4956">ARERA</td>
</tr>
<tr>
<td data-ck-s="4957" data-ck-e="4987">Potenziale di riuso stimato</td>
<td data-short="" data-ck-s="4987" data-ck-e="4999">circa 17%</td>
<td data-short="" data-ck-s="4999" data-ck-e="5008">ARERA</td>
</tr>
<tr>
<td data-ck-s="5009" data-ck-e="5054">Acque affinate effettivamente riutilizzate</td>
<td data-short="" data-ck-s="5054" data-ck-e="5066">circa 50%</td>
<td data-short="" data-ck-s="5066" data-ck-e="5080">Utilitalia</td>
</tr>
<tr>
<td data-ck-s="5081" data-ck-e="5112">Fondi ETS dedicati 2025-2027</td>
<td data-short="" data-ck-s="5112" data-ck-e="5133">60 milioni di euro</td>
<td data-ck-s="5133" data-ck-e="5166">Parere del Consiglio di Stato</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
<h2 id="user-content-una-scadenza-da-segnare-31-dicembre-2026" class="epitaxy-document-heading" dir="auto" data-ck-s="5168" data-ck-e="5212">Una scadenza da segnare: 31 dicembre 2026</h2>
<p data-ck-s="5214" data-ck-e="5490">Il &#8220;decreto siccità&#8221; ha introdotto un regime transitorio che consente di usare per l&#8217;irrigazione le acque affinate degli impianti esistenti, alle condizioni del Regolamento europeo. Questo regime scade il 31 dicembre 2026. Chi oggi lo utilizza dovrà passare alle nuove regole.</p>
<h2 id="user-content-cosa-resta-aperto" class="epitaxy-document-heading" dir="auto" data-ck-s="5492" data-ck-e="5512">Cosa resta aperto</h2>
<p data-ck-s="5514" data-ck-e="5559">Tre punti andranno seguiti nei prossimi mesi:</p>
<ul>
<li data-ck-s="5561" data-ck-e="5651"><strong>i tempi dell&#8217;approvazione definitiva</strong>, rispetto alla scadenza del regime transitorio;</li>
<li data-ck-s="5652" data-ck-e="5757"><strong>gli schemi di convenzione</strong> che Ministero e ARERA dovrebbero predisporre per ripartire ruoli e costi;</li>
<li data-ck-s="5758" data-ck-e="5883"><strong>le modalità operative</strong> del piano di gestione dei rischi per gli usi industriali, che il testo definitivo dovrà chiarire.</li>
</ul>
<h2 id="user-content-il-punto" class="epitaxy-document-heading" dir="auto" data-ck-s="5885" data-ck-e="5896" data-landed="">Il punto</h2>
<p data-ck-s="5898" data-ck-e="6189">Il nuovo DPR chiude un&#8217;attesa di oltre vent&#8217;anni e sposta il riuso delle acque da un esercizio di conformità a tabella a un sistema basato sulla gestione del rischio. Per le imprese che usano o scaricano grandi volumi d&#8217;acqua, è il momento di capire come la norma si applica al proprio caso.</p>
<p data-ck-s="6191" data-ck-e="6300">Nel prossimo articolo vedremo come si prepara, in pratica, un progetto di riuso in linea con le nuove regole.</p>
<h3 id="user-content-fonti" class="epitaxy-document-heading" dir="auto" data-ck-s="6349" data-ck-e="6358"></h3>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.enkidec.com/riuso-delle-acque-reflue-cosa-cambia-con-il-nuovo-dpr/">Riuso delle acque reflue: cosa cambia con il nuovo DPR</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.enkidec.com">Enkidec</a>.</p>
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